Game of Thrones: epica, televisione e meme

posterA quanto pare Game of Thrones è la serie televisiva più scaricata illegalmente in tutto il mondo. Se per caso non ne aveste ancora fatto la conoscenza, stiamo parlando del fenomeno televisivo che ha affascinato gli spettatori di ogni angolo del globo a partire dal 2011, quando l’emittente americana HBO investì 50 milioni di dollari per produrne la prima stagione. Le vicende del “gioco del trono” sono ambientate in un medioevo immaginario, che però somiglia molto all’Inghilterra quattrocentesca e poco rinascimentale della guerra delle due rose. A spadoni e squartamenti si aggiungono sporadici sortilegi e fugaci apparizioni di creature sovrannaturali: il risultato è il fantasy meno fantastico (ma più ironico, polveroso e violento) che si sia mai visto in televisione. A firmarlo, insieme a D.B. Weiss, David Benioff, autore del romanzo La 25° ora e della sceneggiatura del film che Spike Lee ne ha tratto nel 2002. I due sceneggiatori lavorano alacremente al soggetto non originale adattando per il piccolo schermo la saga letteraria Le cronache del ghiaccio e del fuoco dello scrittore George R.R. Martin, che collabora in prima persona alla produzione.

kids in game of thronesÈ nelle 4.000 pagine scritte da Martin che si trova la vera origine delle complicate trame di Game of Thrones. Il folto gruppo dei suoi personaggi è perennemente in lotta per la sopravvivenza e per il potere. Fazioni nemiche si danno battaglia a colpi di lame arrugginite e asce spuntate, mentre i metalli nobili sono per i pochi, altrettanto nobili, eletti. La strada verso la vittoria è lastricata di teste decapitate, arti mozzati e fiumi di sangue, sui quali Martin non lesina mai, mostrandosi anzi particolarmente cinico e spietato quando si trova a ordire le sorti dei bambini. Ciascun protagonista, buono o cattivo che sia, è perso nella propria personale odissea, sempre spinto all’azione da motivazioni credibili e complesse. La grande forza delle Cronache si trova nel mestiere con cui sono scritte: avventura, fiaba e orrore confluiscono in una poetica coerente, somministrata al lettore attraverso una struttura a focalizzazioni multiple che segue il punto di vista individuale di almeno una decina di personaggi.jj_abrams Più che un racconto corale, un’idra dalle tante teste, che si presta alla perfezione all’adattamento seriale e televisivo, e richiama l’ipertestualità della vita del consumatore digitale.

E infatti l’impatto pervasivo e ubiquo di Game of Thrones torna dal web attraverso le migliaia di meme dedicati, che sintetizzano e remixano lo spirito della mastodontica opera crossmediale costituita da libri e telefilm. Nel caso di uno show così popolare la diffusione dei meme aumenta proporzionalmente alla vastità del suo pubblico. Feticistiche gif animate ne ripropongono le scene, sottotitolate da gag che a volte escono dal copione e ne ribaltano il punto di vista; l’icona di Lord Stark si presta invece alla riproduzione seriale, con il celebre motto “Winter is coming” sostituito e reinterpretato alla nausea. L’effetto sarà forse ridondante, ma spesso è alleviato da una battuta sagace, da un inside joke intelligente o da una fan-art di qualità.

Il fandom della saga si fa notare soprattutto per un raffinato lavoro filologico sulla geografia del reame di ghiaccio e di fuoco (noto come Westeros), con una variegata produzione di mappe piane e multimediali, tra cui anche un’applicazione per smartphone. Non c’è nulla di cui stupirsi, il ciclo del testo Game of Thronesmap è quello più naturale per un prodotto di largo consumo nell’odierno mondo dell’informazione, e non fa altro che dimostrare come i nuovi media siano davvero potenti solo quando la sostanza alla base è abbastanza solida e di qualità da poter reggere la “navigazione”.

Per chi volesse più informazioni sulla trama dei libri e delle serie, l’edizione in Blu-ray contiene alcuni video sulla storia di Westeros. Li troviamo ufficiosamente su YouTube in playlist dedicate dai fan.

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